La Storia

La passione di Gully per le moto è qualcosa che ha ereditato dai suoi genitori, infatti la sua memoria ricorda immagini di suo padre e sua madre, entrambi centauri, a cavallo delle loro rispettive motociclette.
A 15 anni riceve il regalo tanto atteso: la sua prima moto! E' una Honda CR 500, sua compagna di avventure... e spesso di disavventure!
Poi ecco la seconda moto, un Malaguti Fifty 50, più adatto alla strada ma molto lento... infatti viene prontamente elaborato dalle mani sapienti di Gully e portato a 120 cc di cilindrata!
La prima vera moto da strada gli viene regalata nel 1990, si trattava del mitico Cagiva Freccia, subito riverniciato coi colori Pepsi, a imitazione del mitico Schwantz. Nel 1991, dopo molte insistenze, gli viene accordato il permesso di partecipare alla gara in salita Rocca-Corio. Decide di provare il percorso i giorni precedenti quando la strada è aperta al traffico. Risultato? Cade e si rompe femore, bacino, 5 costole, una vertebra, un polmone bucato, trauma cranico! Niente male come debutto!
Nel 1994 partecipa di nascosto ad alcune prove selettive del Campionato Italiano all’autodromo di Varano con un’Aprilia 125, ottenendo due quarti posti e posizionandosi 5° nella classifica complessiva.
Nel 1996 trova uno sponsor che gli fornisce una Aprilia RS 250 e finalmente riesce a entrare nel mondo della competizione. Partecipa e vince il Campionato Regionale 250 e si iscrive al Trofeo Aprilia 250, con un ottimo 4° posto finale.
Nel 1997 vince tutte le gare del Campionato Regionale 250 classificandosi primo assoluto.
Grazie agli splendidi risultati viene notato da un importante sponsor che gli fornisce una Suzuki 600 per partecipare alle ultime due prove del Trofeo Motoestate classe 600. La prima la conclude al quinto posto, con la moto di serie. La successiva la vince grazie ad alcune modifiche alla moto fatte nell’officina di casa sua e con solo due gare su cinque ottiene il quarto posto!
Nello stesso anno partecipa alla 200 Miglia di Monza portando a casa anche questa vittoria. Nel 1998 vince nuovamente la 200 Miglia di Monza e partecipa ad alcune prove di Campionato Europeo a Rijeka (Croazia), Braga (Portogallo), Misano, classificandosi sempre nelle prime posizioni.
Il 1999 è stato un pessimo anno per Gully: il team a cui si era affidato per correre il Campionato Italiano 600 incassa i soldi dallo sponsor ma si “dimentica” di fornirgli la moto per gareggiare… Risultato: Gully non può partecipare a nessuna prova dell’Italiano, lascia lo sponsor e moralmente si ritrova a terra, arrabbiato e sfiduciato. Decide di dedicarsi totalmente all’attività di preparatore tecnico e si impegna per far crescere il suo Team e i suoi piloti, ed i risultati non tardano a mancare: vinti il Campionato Italiano 250, il Trofeo Esso 250, il Trofeo Motoestate 250, il Trofeo Suzuki 250, il Campionato Italiano in salita 250. Il team si piazza inoltre 2° all’italiano 250, al Campionato Endurance Superbike e al Campionato Italiano in salita 600. Nel 2001 Gully decide di tornare in pista, il pilota torna a farsi sentire senza però tralasciare il suo Team e i suoi piloti. Partecipa ad alcune prove di Europeo cogliendo come migliori risultati due 4° posto.
Nel 2002 vince due gare del Trofeo Esso, ad alcune gare del Campionato Europeo classificandosi, tra le altre, 2° in Ungheria e 4° in Croazia; vince la prova dell’Alpe-Adria a Rijeka. Nel 2003 i crescenti impegni legati all’attività del suo team non gli hanno concesso tempo per la competizione, che ha ripreso nel 2004. Si è aggiudicato in largo anticipo il Trofeo Mobil 1Cup 2004 classe 600, con la Yamaha R6 da lui preparata.
Nel 2005 c’è una svolta nella carriera di Gully.
Per cercare nuovi stimoli decide di cambiare sia moto che gomme, passa così dalla Yamaha alla Honda e dalle Pirelli alle Dunlop… questo anche perché ero stufo di avere gomme Pirelli di seconda qualità.
Siccome soldi e sponsor sono limitati si accontenta di un cbr 600 del 2003 e passa l’inverno a lavorarci…sono incalcolabili le ore passate al banco prova come incalcolabili sono le lamentele dei vicini per il gran rumore che esce dall’officina! Per la gioia di Gully (….e vicinato!!) arriva la primavera e finalmente iniziano i primi test sulla moto, sperimenta le Dunlop e mette a punto i lavori fatti in inverno.
Apre la stagione al Mugello con il Trofeo Mobil. I risultati sono molto incoraggianti: dopo una lunga lotta con Angelo Conti conquista il secondo posto.
Non è l'unico podio dell'anno, partecipa al Campionato Europeo e conquista il terzo posto a Vallelunga, il secondo posto a Rijeka e poi finalmente il tanto ambito e sudato primo posto, in Ungheria. Sfortunatamente per motivi economici non riesce a partecipare alle due competizioni finali.
Nel 2006 continua ad utilizzare il CBR 600 RR 2003 in quanto il budget a disposizione è ancora scarso.
Partecipa nuovamente all'Europeo 600 Supersport, ottiene il terzo posto a Vallelunga e il secondo posto in Svezia e in Repubblica Ceca.. due gare entusiasmanti caratterizzate da una spettacolare rimonta di Gully dalle retrovie. Il campionato termina con un terzo posto a Cartagena e nella classifica finale è secondo, alle spalle del suo amico rivale Diego Giugovaz. Come allenamento partecipa a due gare del Trofeo Premier, una a Vallelunga e l'altra al Mugello, vincendole entrambe.
Il 2007 è di nuovo un anno di cambiamenti e di colpi di scena. Dal punto di vista tecnico si fanno grossi passi avanti perchè, dopo aver visto i risultati di Gully del 2006 come vice campione europeo, la Honda gli fornisce del materiale ufficiale e la stagione comincia con una moto supercompetitiva. Dopo varie prove di gomme (Pirelli, Dunlop e di nuovo Pirelli) trova l’assetto giusto con la fornitura di gomme ufficiali del mondiale della Pirelli.
Come allenamento partecipa al Trofeo Premier a Vallelunga e a due gare al Mugello, il Trofeo Premier e il Motoestate.
Alla prima gara di Europeo a Vallelunga ottiene il sesto posto.. il suo peggior risultato, ma i risultati non si fanno attendere: a Rijeka vince dopo una gara spettacolare e le vittorie continuano fino ad arrivare all'ultima gara a Cartagena dove lui e Marrancone, il suo diretto avversario, sono divisi solo da un punto.

Per vincere sa che deve arrivare davanti a Marrancone. Dopo una gara emozionante, disputata a suon di sorpassi, Gully riesce a vincere, diventando CAMPIONE EUROPEO 2007.

Nel 2008, dopo la vittoria all’Europeo, avrebbe potuto partecipare al Mondiale ma, avendo un budget non sufficiente per sostenere l’onere che avrebbe comportato, decide di appendere il casco al chiodo e di dedicarsi completamente al suo team. Decide così di far correre altri 5 piloti nel suo team, e di farli partecipare al Trofeo Honda, oltre a quelli che seguiva già da tempo.

Nonostante Gully non abbia potuto partecipare in prima persona, quella del 2008 è stata una stagione ugualmente entusiasmante e soddisfacente: infatti il pilota è riuscito a portare Diego Rinaldi alla vittoria del Trofeo Honda classe 600 del campionato under 25.

Finalmente la voglia di tornare sulle due ruote ha la meglio su Gully, che nel 2009 decide di tornare in pista partecipando a gare di livello nazionale, come il Trofeo Premier, sulla sua Honda CBR 600 RR con cui aveva vinto l’Europeo. Nonostante il pit stop di un anno riesce ad ottenere ottimi risultati garantendosi quasi sempre la pole position e vincendo diverse gare ed il campionato. Nello stesso anno due dei piloti seguiti da Gully si posizionano al 2° posto: Eric Marangon al Suzuki Gladius e Diego Rinaldi al Trofeo Motoestate.

Il 2010 è una duplice scommessa per Gully che passa dal 600 al 1000 con la nuova BMW S1000 RR, categoria nuova per il pilota e soprattutto moto mai usata in pista da nessuno. I risultati sono ottimi anche in questa categoria grazie alla vittoria del Trofeo Premier classe 1000.

Splendo risultato anche per il pilota Fabrizio Comi che, nello stesso campionato classe 600, guadagna il 3° posto!

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